dresdenbell, domenica, 19 luglio 2009 at 13:56,
commenti ?
weirdo,
subconscio bizzarro,
trip cosmici.
invito un po' di persone a cena. vecchi compagni di scuola, ed il gruppo storico. arrivati in cortile, propongo di restare un po' giù al fresco, anzichè salire subito a cena. accettano tutti di buon grado.
bene, penso.
se non fosse che comincia ad arrivare un sacco di gente che non conosco, ed anche chi conosco tende a non avermi in nota, nessuno si interessa, cominciano a distruggermi il giardino. nessuno mi da ascolto.
la ragazza portoghese di un mio amico mi si avvicina e mi chiede se va tutto bene. io piango e rispondo che non so cosa fare,
guarda che casino. ci sono perfino dei
drogatelli vicino alla rete di recinzione, e stanno palesemente male. mi viene il dubbio di dover chiamare il pronto soccorso e finire anche nei guai.
ma
rinsavisco. mi asciugo gli occhi, rimbocco le maniche, e comincio a cacciare via tutti. a partire dagli sconosciuti, e poi anche tutti gli altri. "voi tre! chi cazzo siete? via di qui. ORA" "e voi? chi vi conosce? FUORI."
se ne sono andati praticamente tutti. giro l'angolo della casa, per andare all'ingresso, e s
eduti contro il muro di mattoni, ci sono 4 pupazzi di pezza, che parlottano tra di loro. mi fermo e li guardo. e loro smettono di parlare. "e voi chi siete?", chiedo. mentre uno dei pupazzi, l'elefantino arancione con le orecchie viola, si alza, un altro, bislungo e azzurro e con un gran naso, mi risponde. l'elefantino mi abbraccia una gamba in segno di affetto. "
noi siamo problemi", mi dice il pupazzo azzurro.
ah, penso. "non è che potreste andarvene anche voi?", domando gentilmente. dalla proboscide dell'elefantino esce una scia di cuoricini rossi. gli altri 3 pupazzi si alzano in piedi, e si incamminano verso il cancello. "
certo che l'Amore è proprio stupido", dice il pupazzo azzurro. Amore, l'elefantino, si stacca dalla mia gamba e li raggiunge.
e se ne vanno.
Irene
dresdenbell, lunedì, 06 luglio 2009 at 08:49,
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weirdo,
inutilmente bello,
subconscio bizzarro,
trip cosmici.

la sensazione era più o meno questa.
Irene
dresdenbell, martedì, 03 febbraio 2009 at 21:09,
commenti (1) ?
serietĂ ,
weirdo,
maledetta da qualche dio,
subconscio bizzarro.
i rapporti umani non sono facili, e nemmeno scontati. ma questo già lo sapete. ogni nostro rapporto attuale viene costantemente modificato da esperienze passate, aspettative future, da riflessioni personali, paranoie, dubbi e certezze, e a volte perfino dal subconscio.
ho passato diverse notti insonni ultimamente. ed ho pensato parecchio. talvolta sono rimasta sorpresa da quanto un pensiero possa cambiare durante la giornata, rispetto alla notte appena trascorsa. non la sostanza. la sostanza del pensiero resta uguale, e mi piace essere una persona coerente. ma cambia l'intensità. come se di notte i pensieri avessero un altro peso, un'altra misura.
non mi riconosco quasi più. una volta affrontavo diversamente le mie relazioni. una volta non ne avevo passate di tutti i colori, però. mi chiedo spesso se quella parte di me che si ostina a non voler cambiare idea, prima o poi si convincerà.
ho parlato col "mio uomo" (o quello che è), l'altra notte. gli ho detto tutto. tutto quello che maggiormente mi angoscia in questo periodo, ho sviscerato la frustrazione di non saper portare avanti una relazione in maniera decente. non solo con lui. in generale. negli ultimi periodi non mi riesce più. oddio... non mi riusciva nemmeno prima, ma ora è diverso. ho come l'impressione di essere un altro tipo di persona. di conseguenza il modo, per me, sbagliato che ho di rapportarmi con gli uomini è cambiato, ma non so se in meglio o in peggio. temo in peggio. perchè un piccolo pezzo di me resta ancorato dov'era, fissato su una persona che non oso nemmeno pensare di poter far entrare come vorrei nella mia vita. e questa parte infame di me s'è fatta più resistente e più dura da abbattere. non riesco a tirarla giù nemmeno a picconate.
dall'altra parte c'è una sensazione che non ho mai provato prima. la mancanza fisica di una persona. non del sesso, badate bene. parlo dell'esperienza tattile. parlo del dover fare i conti con l'abbracciare ora un corpo che non ha le stesse dimensioni, della fisicità di certi gesti, come anche solo il prendersi per mano. rendermi conto che mi mancano queste cose, che so di aver avuto, in vita mia, con un'altra persona mi sconvolge. perchè fondamentalmente quella persona non mi manca. non mi manca la sua voce, o il tempo passato con lui. non mi mancano i discorsi che facevamo o come mi faceva sentire. sono diventata indipendente da questo genere di cose, più distaccata. non è questo che mi manca. mi manca la larghezza delle spalle, e l'illusoria sensazione di abbracciare non una persona, ma un pezzo di roccia. mi manca l'illusoria sensazione di avere qualcosa a cui aggrapparmi. il che è mortalmente sbagliato.
e gli ho detto anche questo.
...e sono già DUE cose sbagliate di me.
...e ho pianto. ho pianto perchè mi sono sentita stupida ed inadeguata. ho pianto perchè non sono più in grado di sentirmi legata a una persona, nè tantomeno di innamorarmi di qualcun altro. ho pianto perchè non sono sicura di potermi far piacere questa mia nuova me. mi sono vagamente disgustata di me stessa. ed ho pianto perchè è un periodo stupido, in cui nulla va bene, e la mia vita sembra scivolare via senza uno scopo. un periodo in cui non riesco a sistemare i pezzi della mia esistenza e trovare un posto nel mondo, oltre che un lavoro. ho pianto perchè se il destino non fosse stato così crudele con me, non sarei in questa situazione.
sbattere i piedi e piangere e dire che non è giusto non serve a niente. sono cose che fanno solo i bambini e sono solo loro ad avere ancora il diritto di farlo.
....però avere la possibilità di lasciarsi andare ogni tanto, e poterlo fare anche da grandi, avere la possibilità di buttare fuori un po' di schifo da dentro senza sentirsi giudicati...
beh, forse in parte fa bene.
Irene
dresdenbell, venerdì, 29 agosto 2008 at 14:01,
commenti (2) ?
weirdo,
maledetta da qualche dio,
subconscio bizzarro,
trip cosmici.

il
sogno della scorsa notte mi ha lasciata perplessa. mi fa pensare. come al solito mi lascio trascinare da questo genere di cose.. so che i sogni non sono altro che
rielaborazioni mentali di cose accadute o viste di recente, insieme a elementi completamente casuali andati a pescare in chissà quale parte del cervello. eppure non posso non chiedermi se
l'inconscio in realtà non sia in grado di lanciarci messaggi che dobbiamo interpretare. moltissime persone e studiosi affermano di sì. tralasciando freud che vedeva
sesso ovunque.. ;P
ormai gran parte del ricordo del mio sogno è scivolata via (la prima metà è totalmente andata.. irrecuperabile..), ricordo solo il fatto principale, la molla che ha fatto scattare le mie elucubrazioni.
dopo tutta la vicenda iniziale, che non ricordo
assolutamente, mi ritrovavo insieme ad un'amica dei tempi delle elementari,
alla fine di un labirinto dalle pareti di ferro e plastica, ed
eravamo giunte in cima ad una sorta di canyon... c'era sabbia ovunque per terra, e tirava un gran vento. vedevo il precipizio dinnanzi a me, ma più che altro osservavo il paesaggio che si stendeva davanti ai miei occhi ed il cielo azzurrissimo e limpido sopra le nostre teste. la gola compiva una curva che ci permetteva di vedere la parte opposta rispetto a quella su cui eravamo noi. era
una liscia parete verticale, di pietra rossa. sospettavo che la cima fosse piena di sabbia come quella su cui poggiavo i piedi. ma su quella parete notavo qualcosa.
c'era un ingresso, una specie di grotta, e sopra, a segnalare l'ingresso a qualcosa di interessante, v'era
la statua di un leone.
come una sfinge, nella stessa posizione, faceva da guardiano all'entrata. rendevo partecipe la mia amica della scoperta. ma ci accorgevamo istantaneamente, che era impossibile raggiungere il leone e ciò che custodiva, perchè non c'erano sentieri che portavano là, o scale, o qualsiasi altra cosa. l'entrata era al centro preciso della parete rocciosa e intorno non v'era nulla se non la nuda roccia. "beh, arriviamo in cima, proprio sopra al leone e da lassù vediamo se è possibile scendere". era quella la soluzione.
cambio di scena, io e la mia amica, insieme ad altri conoscenti comparsi evidentemente dal nulla (cosa tipica dei sogni),
siamo all'interno di una galleria la cui fine vediamo invasa dalla luce solare. il termine del cunicolo coincide con uno strapiombo. guardando giù vedo il leone di pietra. "fico", penso, "è questa la strada". ma dev'esserci qualcosa che non va. non ci sono appigli, corde, niente che lasci intuire come sia possibile scendere. quand'ecco che
il mio amico paolo si lancia nel vuoto. urlo. e guardo giù.
paolo è in piedi sulla parete verticale, in uno strano gioco di gravità. da laggiù ci spiega che
in una sottile fascia sopra il leone, la gravità improvvisamente cambia e ci si trova attratti dalla parete rocciosa anzichè dal suolo. bisogna lanciarsi. tutto lì. poi cammineremo tranquillamente verso l'ingresso.
tutti si lanciano. a turno.
ma io non ci riesco. continuo a pensare che magari
mi stanno coglionando, o che qualcosa non funzionerà a dovere quando sarà
il mio turno. che mi lancerò, e invece di ritrovarmi in piedi sulla dura pietra, mi sfracellerò a terra. loro da sotto mi fanno cenno di raggiungerli. ma non riesco a lanciarmi. eppure
la voglia di scoprire cosa si nasconde dietro quell'ingresso su cui il leone di pietra sta vegliando, è enorme.
ma non mi butto.
ora, qualcuno è in grado di
interpretare questo sogno?
è la mia mancanza cronica di iniziativa? la paura di abbandonarmi a nuove esperienze e sensazioni? oppure quella di essere
tradita? la paura che
le cose per me non vadano mai nel verso giusto?
cosa?
voglio il vostro parere..
Irene
dresdenbell, domenica, 01 giugno 2008 at 13:40,
commenti (3) ?
weirdo,
inutilmente bello,
subconscio bizzarro,
trip cosmici.
31/05/2008, casa del torelizer, stanza del torelizer:
rugo: "...perchè una cosa del genere non sarebbe possibile in italia"
tore: "in italia funziona che
uno pensa una cosa, e vien fatta male. con la
camorra, il
doping.."
rugo: "
la camorra dopata?!"
(
scoppio isterico di risa. tutti e 3 abbiamo ora l'immagine mentale di
camorristi pompati a steroidi)
dresdenbell (continuando a ridere, senza la minima prospettiva di riuscire a smettere): "ahah, questa me la segno!
domani la posto!"
segna sul cellulare,
usando il t9, digitando sui tasti "
camorra dopata". esce un'altra roba:
dresdenbell (rivolta ai 2 ragazzi che a stento trattengono le risa): "ragazzi, col t9 "
camorra dopata" viene "
camorra DORATA"!"
(boato di risate. a quelle già in atto si aggiunge una nuova ondata che rischia di farci collassare tutti)
rugo: "ahahahah,
come i cavalieri d'oro dei cavalieri dello zodiaco!"
(ed ecco che
il torelizer e
il rugo cominciano a spararsi le pose dei
cavalieri d'oro dello zodiaco camorrista, con tanto di nomi dati ai colpi)
tore: "
fulmine di scampia!"
rugo: "
vesuvio in fiamme!"
tore: "
BESUGO in fiamme!"
e ci assale l'orrenda visione di
un gabibbo che prende fuoco.
tore ipotizza che in realtà
il costume da gabibbo si fonda con l'omino che vi sta dentro, formando una maschera carbonizzata sul suo volto, impossibile da togliere.
tore: "e magari
fra 1500 anni gli archeologi scaveranno e rinverranno la salma carbonizzata e fossilizzata di quest'uomo con la faccia da gabibbo.. '..
e questo è l'anello di congiunzione fra l'uomo...'"
rugo: "'...
e il deficiente!"
tore: "'...
e il gabibbo!'"
ho riso tanto da star male. i muscoli addominali contratti dolevano, le guance pizzicavano per la smorfia di assoluta euforia della mia faccia. tutti e 3 sdraiati a terra a ridere, incapaci di rialzarci e dire qualcosa di sensato, prima che fosse passata la crisi di risa.
grazie ancora ragazzi, per tutte queste cose! :D
Irene
dresdenbell, sabato, 01 marzo 2008 at 16:59,
commenti (7) ?
weirdo,
maledetta da qualche dio,
inutilmente bello,
subconscio bizzarro.

ho fatto
questo sogno strano in cui
rompevo la chiave del portone di casa, nella serratura. poi rompevo
anche quella della porta dell'appartamento. e
quella del garage.
della macchina.
tutte le chiavi che avevo, insomma. riuscivo ugualmente ad entrare in casa, ma era faticoso e la porta graffiava il terreno. così decidevo di andare dal ferramenta a fare delle copie delle chiavi, ma aspettavo troppo tempo ed il negozio chiudeva.
ed io restavo fregata.
qualcuno di voi è bravo ad interpretare i sogni che il nostro subconscio ci propina?
Irene