Stupida sfortunata e polemica. A vostro rischio e pericolo.
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Ognuno di noi ha qualche momento in cui magari non si riconosce completamente e dice o commette sciocchezze. Che rimangono nella storia, ovviamente. Sono intermittenze.
settimo giorno, 14 agosto 2006. trondheim
testo: irene
foto: irene
(come potete notare la nostra camera è come al solito piena di roba ammucchiata a caso. nel casino generale ci troviamo sempre e comunque benissimo!)
(le tavole a fumetti dei troll Mumin esposte in biblioteca. ovviamente in norvegese affinchè NOI -sì, proprio noi- non capissimo nulla)
(re feddy e la sua consorte rugo)
(oggi è l'evidente giornata dei simboli fallici. la lontananza dalle morose -ebbene sì, allora io ero single in vacanza con due uomini impegnati!- si fa sentire! botta ormonale?)
(da re a papa.. feddy fa carriera)
vi faccio capire meglio la cosa:
(per facilitare la traduzione: "svuota la tua macchina prima che lo faccia un ladro!")
(il ponte con la sua porta)
(le casette che costeggiano il fiume -o meglio che vi si appoggiano sopra..- viste dal ponte)
(la via principale -e la più trafficata- della citta.. ;D )
(capitan rugo e capitan feddy alle prese con il pinco-panco.. ;D non è mai troppo tardi per un ritorno all'infanzia)
(io con mastro rugo sullo sfondo :D ebbene sì, riguardando questa foto ho brividi freddi che mi corrono lungo la schiena per via dei miei capelli.......)
(basta.. non ne posso più di questi doppi sensi..)
(il panorama dalla fortezza -mi scuso per le dimensioni ridotte, ma postarla a grandezza effettiva era impegnativo..-. potete facilmente individuare la cattedrale ;D )
(tanto per smentirmi.. feddy immortalato per l'ennesima volta con una banana. rotta stavolta, con suo grande disappunto e delusione.. ;P )
(la nostra attività preferita: lo svacco! inoltre le mascherine di rugo sono sempre peggio...)
(la mia scarpa bucata. maledettoilclero..)sesto giorno, 13 agosto 2006. ålesund, trondheim
testo: irene
foto: irene
ci svegliamo e ci prepariamo in fretta perchè oggi lasciamo ålesund e abbiamo poco tempo per visitare la città. così prepariamo i bagagli (nella foto potete vedere feddy impegnato nel chiudere lo zaino ;D ) e lasciamo..
il nostro bellissimo semi-appartamento con tanto di culla! ;D
qui invece potete ammirare il rugo che ci mostra il culo mentre si lava i denti ;P
ci avviamo verso la direzione dell'ostello per poter lasciare i bagagli e dedicarci alla città. ovviamente prima di arrivare dobbiamo farci una terribile salita, che se ci fosse una fune potremmo salire in cordata, noi e gli zaini da 15 chili :P
rugo (che come potete ammirare indossa una bellissima mascherina da frankenstein) e feddy nella hall dell'ostello. dobbiamo decidere che fare, ma nonostante ci siamo appena svegliati, siamo già stanchi :P gli zaini ammazzano! ;D
ancora rugo (che stupisce indossando un naso da clown) e feddy. aspettiamo che apra il centro informazioni, prima di andare alla stazione degli autobus per lasciare i bagagli in deposito. deposito a pagamento, ovviamente :P qui nulla è gratis. manca poco che ci tocchi pure pagare l'aria che respiriamo..

alcune foto di ålesund. sebbene sia una città piuttosto piccola, è decisamente carina. seguiamo le indicazioni che ci portano al parco e al punto panoramico. i due baldi giovani decidono di salire le centinaia (??) di gradini per arrivare in cima (le foto "aeree" sono state scattate da loro. questa volta fortunatamente mi ricordo di lasciar loro la macchina fotografica ;D ), mentre io me ne sto nel parco a scrivere qualche cartolina per mettermi avanti. purtroppo le mie gambe ancora risentono dei dolori degli ultimi giorni a gerainger, così decido di non sforzarmi troppo. invece pervasi di furore epico, i due neo-vichinghi (ebbene sì, sono stati plasmati dall'atmosfera norvegese) che mi accompagnano in questo viaggio affrontano la malefica ed insidiosa (????) scalinata che li porterà sulla vetta!
giriamo la città, prima di abbandonarla per raggiungere trondheim. tra le altre cose, vediamo anche questa macchina gialla che vedete qui sopra (targata torino????), e senza volerlo ci sentiamo un po' a casa.

e adesso si viaggia! autobus e treno!
e questa è la tessera magnetica che fungeva da "biglietto" sull'hurtigruten. oltre a sbagliare il nome mio e di rugo, hanno sbagliato anche quello di feddy... ma con risultati esilaranti!! ;D
continua il nostro (sembra infinito) viaggio in treno. il paesaggio cambia, mentre procediamo verso nord. riusciamo anche a scorgere un paio di alci (che però, ovviamente, non sono riuscita a fotografare.. e come potete immaginare, saranno i primi ed ultimi esemplari che vedremo.. -_- )! :Dsesto giorno, 12 agosto 2006. geiranger, ålesund
testo: irene
foto: irene
a grande richiesta, riprendo il "diario di un porto dio". :)
dato che ho poco tempo (e anche poca voglia di scrivere.. ;P ), in questa puntata mi limiterò a commentare le foto, aggiungendo qualche informazione sulla giornata. sabato 12 agosto, 2006. :)
ci svegliamo e la giornata è splendida! :D il sole è alto e l'aria frizzante. :) si direbbe proprio una giornata ideale per..
...UNA GITA IN BARCA A REMI! a dire il vero la barca è a remi perchè quelle a motore per essere prese a nolo vanno pagate, mentre quelle a remi sono gratisss. con sommo gaudio dei nostri portafogli e somma fatica dei due prestanti gggiovani reggiani. ovviamente sono loro a remare e guidare il nostro portentoso naviglio, mentre io me ne sto tranquillamente (?? oddio, tranquillamente.. con tutti quegli ondeggiamenti e con l'idea fissa in testa di avere un abisso marino sotto di noi, non ero poi così tranquilla..) seduta a poppa a scattare foto e a filmare l'impresa dei nostri eroi. per chi volesse vedere le meravigliose riprese di questa giornata, è pregato di contattarmi.. ;) ne vale la pena! ("andaaaar pel vasto maaaar.." ;P )
la nostra gitarella ci porta attraverso il fiordo di gerainger. tutte le volte che vediamo davanti a noi quello che sembra l'ultimo spuntone di roccia, l'ultima svolta della parete rocciosa alla nostra sinistra prima che il fiordo si apra, lo rinominiamo "capo thor" e ci consideriamo eroi ogni volta che ne superiamo uno e scopriamo che dietro ce n'è un altro. ci allontaniamo dal nostro camping di alcuni kilometri (temo), quando finalmente il paesaggio davanti a noi sembra aprirsi per davvero ed arriviamo alla fine (o inizio?) del fiordo.
il paesaggio dalla barchetta. :)

man mano che proseguiamo notiamo sulla parete rocciosa le scritte, le "firme" di chi prima di noi ha "tentato l'impresa". :)
i due superheroes (come al solito, rugo, che non vuol essere riconosciuto, indossa una delle sue mascherine - ah, photoshop, se non ci fossi tu!)! :D
ritorniamo vincitori, prima di pranzo, al camping, coi bagagli già pronti per lasciare questo meraviglioso angolo di mondo. fotografo il nostro incredibile mezzo di trasporto, mentre feddy lo assicura al molo..
..con questo nodo! che, cioè, voglio dire.. a momenti non so nemmeno come abbia fatto (e sospetto che feddy ci nasconda un passato da marinaretto ;P ..o da boy-scout), e sicuramente non sarei in grado di slegarlo! tuttavia, fa molto figo e lo lasciamo così ;P
lasciamo il fiordo a bordo del maestoso battello postale HURTIGRUTEN, che più che battello postale sembra una nave da crociera. 7 o 8 piani di nave, con tanto di vecchietti artritici, coppiette in luna di miele, ricconi che sorseggiano aperitivi al bar. tutto sommato il viaggio verso ålesund procede bene. la nave viaggia liscia e noi passiamo il tempo dormendo(v. rugo)/mangiando/chiacchierando, come al solito, nella saletta panorama. attraversiamo tutto il fiordo prima di uscirne e seguire la costa per arrivare a destinazione. le foto che vedete sono state scattate attraverso le vetrate, quindi la qualità non è proprio delle migliori, ma il paesaggio era talmente suggestivo che sarebbe stato un delitto non immortalarlo. :)
scendiamo dall'hurtigruten, il famigerato battello postale norvegese. ancora non abbiamo idea, ancora siamo ignari di quanto arriveremo ad odiarlo, nei prossimi giorni. per ora ce lo lasciamo alle spalle e sbarchiamo ad..
..ålesund! graziosa città sul mare, dove le casette sono tutte decorate e sembra di stare in un altro mondo! :)
ci dirigiamo verso il nostro ostello. la direzione è da una parte, mentre la stanza che abbiamo affittato, è in tutt'altro luogo. ci danno una chiave e ci mandano con indicazioni approssimative, verso il complesso di stanze. qui abbiamo una delle avventure più entusiasmanti della nostra vita! arrivati a destinazione, praticamente subito, notiamo innanzitutto che il campanello recita: "darth vader" (porcaccialamiseria mi son dimenticata di fotografarlo!! ç_ç d'oh!). poi, con la nostra chiave magica (che non presenta nessun tipo di indicazione -come ad esempio il numero della stanza), cerchiamo di aprire una porta. che non si apre. allora ne proviamo un'altra. nemmeno quella si apre. saliamo le scale e le proviamo un po' tutte, tra l'altro entrando anche nella stanza di una tizia che ha tranquillamente continuato ad aspirare per terra e farsi i suoi mentre noi camminavamo per il soggiorno. finalmente troviamo la porta giusta. che ovviamente era la prima che ci eravamo trovati di fronte appena arrivati. grasse risate. ci sistemiamo e decidiamo di andare a fare la spesa e prepararci la pasta (finalmente una stanza con cucina! possiamo prepararci un pasto decente! :D ). così gli uomini di casa vanno a far la spesa e io mi sistemo a dovere (in realtà per me il viaggio in nave è stato massacrante).
i due tornano con un prezioso bottino: pasta e sugo barilla! :D rugo mi stupisce mettendosi ai fornelli (quindi una volta tanto non è la donna a dover cucinare ;P ), e in breve sentiamo già aria di casa, mentre addentiamo i nostri spaghetti. ç_ç mi manca il cibo italiano!
nella prima foto potete notare feddy che stringe un vasetto di sugo barilla, mentre nella seconda (ebbene sì, sei stato infamato! ;D ) rugo che cucina per noi! ;D
dormiamo in due stanze divise e, com'è ovvio, ai due signorotti tocca star nella stessa stanza e a me di dormir da sola :P cado in letargo fino al mattino seguente.
bene. con questo vi lascio, miei amati lettori. me ne vado a cena. :) a presto una nuova puntata! ;D
cya! :)
Irene
quinto giorno, 11 agosto 2006. geiranger
testo: irene
foto: irene
ci svegliamo e il giorno ci saluta mostrandoci il suo "sbadiglio migliore". il tempo è splendido, non possiamo desiderare di meglio. ce la prendiamo con comodo, così dedichiamo un po' di tempo a faccende come fare il bucato, colazione e sistemare al meglio le nostre personcine. :P sempre tenendo conto del fatto che qui al camping fare la doccia costa 10 corone norvegesi ogni 5 minuti. ma lasciamo perdere.
(lo "sbadiglio" con cui ci ha salutato il fiordo di geiranger)
(feddy in procinto di conquistare una doccia)
(tanto per confermare che non conto balle. un'altra foto di feddy che mangia banane -sì, lo so che mi odierai per questo e che ti vendicherai in maniera atroce..)
(il nostro fantabuloso camping. la nostra cabina era la quinta dall'alto)
rinvigoriti e ispirati dallo splendido risveglio ci incamminiamo verso il paese percorrendo a piedi i 2 kilometri di strada sterrata, invasa dalle mucche (che tra l'altro mi fanno paurissima e il povero feddy ha dovuto farmi da bodyguard finchè non le abbiamo superate) e ricca di cespugli stracarichi di lamponi, che sono stati saccheggiati da feddy.
(capitan feddy ispirato si gode il sole mattutino)
arrivati in paese, breve tappa al minimarket e una seconda colazione sulle panchine che danno sul molo, mentre decidiamo cosa fare. e mentre rugo ci delizia con la sua storiella del giorno (nella quale secondo lui i vichinghi sarebbero stati più intelligenti ad andare in un posto come la sicilia, invece di scegliersi una terra fredda e buia per sei mesi all'anno. "oh, posto della madonna, niente da dire, però.."), vediamo 4 bruciati di cervello che fanno il bagno nelle gelide acque del fiordo. in costume. e ci scommetto, magari hanno anche mangiato una "piada con salsiccia" prima di entrare in acqua, ma da bravi vichinghi duri e puri, schizzano, starnazzano ed escono dall'acqua più contenti e più scemi di prima. e probabilmente con un principio di ipotermia. noi decidiamo di andare al punto di vista panoramico e fregarcene altamente.
(gli eroi vichinghi che fanno il bagno. sì, esatto, quei puntolini rosa nell'acqua sono persone)
(capitan feddy indica il punto in cui si trova il nostro camping, così come lo si vede dal molo del paese. un ammasso di informi macchie bianche e rosse che dovrebbero essere le cabine)
seguendo il percorso segnato sulla cartina che ci hanno dato all'ufficio informazioni, cominciamo la salita verso il punto panoramico. e già mi vien male. come rimpiango di non essermi allenata prima di partire per le vacanze! i miei due compagni di viaggio hanno le gambe lunghe, sono uomini e per di più in ottima forma! in confronto mi sento un minuscolo esserino senza muscoli, tachicardica e malaticcia. ad ogni modo il peggio per me deve ancora venire. ben presto scoprirò di avere muscoli nelle gambe che nemmeno pensavo esistessero. ma non in maniera positiva. lo scoprirò perchè cominceranno a far un male cane e a bruciare come l'inferno! nel frattempo (mentre sono in condizioni ancora decenti), raggiungiamo una chiesetta lungo la strada asfaltata e lungo il pendìo della montagna, che ha davanti e tutt'intorno un piccolo cimitero composto di poche decine di tombe, tutte curatissime e ricche di fiori. e per di più la vista da quassù è mozzafiato. a me, e credo anche ai maschietti, sorge istintivo un pensiero. triste, molto triste, ma anche consolatorio, per chi crede a questo genere di cose: "se mai dovessi riposare in pace in eterno, questo è un posto affatto male".
(intorno alla chiesa)
proseguiamo la nostra lunga marcia per raggiungere il punto panoramico. abbandoniamo la strada asfaltata per prendere un sentiero di montagna, che si insinua in un bosco. nonostante l'altitudine e la fitta vegetazione, possiamo quasi sentire il profumo salmastro dell'acqua di mare che entra nel fiordo. una sensazione stranissima. purtroppo le mie condizioni psico-fisiche subiscono un peggioramento drastico e comincio a soffrire come un cane. i muscoli delle gambe cominciano a lamentarsi vistosamente attraverso violente fitte e ardenti strappi. bruciano talmente tanto che son sicura potrei sentirli sfrigolare.. ed è proprio a metà della camminata che il mio livello di sopportazione raggiunge il suo limite e sono costretta a fermarmi. mastro rugo e capitan feddy proseguono il tragitto arrivando fino in cima alla montagna. fortunatamente ho l'ottima idea di lasciar loro la macchina fotografica. quando ci incontriamo nuovamente poco dopo (nel frattempo ho cercato da sola di raggiungerli, ma ho miseramente fallito in breve tempo. a pochissima distanza dalla meta, ovviamente, senza saperlo. ma arrivo comunque abbastanza in alto per vedere da altezza considerevole il fiordo, giusto in un punto nel quale la vegetazione si apre quel tanto da permettere una vista splendida), mi mostrano i grandiosi scatti che sono riusciti ad ottenere dalla cima. e mi fanno un indovinello. hanno visto certi animali grandi e bianchi, quali? quando mi dicono "lama", penso decisamente che mi stiano pigliando per.. i fondelli. ma le foto parlano chiaro. ecco, ora io non so immaginare cosa avrei potuto pensare se mi fossi trovata davanti, come è successo a loro, 2 lama in norvegia. probabilmente avrei pensato a qualche scherzo di un dio burlone..
(il fiordo come l'ho visto anch'io)
(una delle foto scattate dai 2 escursionisti reggiani ;D dal punto di vista panoramico)
(i 2 lama)
scendiamo nuovamente verso il paese, con la consapevolezza che una volta arrivati ci separeranno dal camping ancora 2 km. ORRORO. mentre percorriamo la ormai, da me, odiatissima strada non asfaltata che ci condurrà ai nostri giacigli, smadonno, bestemmio e maledico qualsiasi tipo di essere vivente e no, il tutto mentalmente, in religioso silenzio. perchè nonostante il dolore e tutto il resto, con un paesaggio simile, come si può?!
(questa è stata scattata mentre già tonavamo al camping. sulla sinistra potete vedere la stradina di ghiaia e fango che ancora infesta i miei incubi)
una volta arrivati la doccia riesce a donarmi nuova vita, seppur senza togliermi le fitte ai muscoli delle gambe. il tramonto giunge sul tardi intorno alle dieci. le nuvole che dalla sera hanno cominciato a macchiare il cielo si tingono di rosa, e promettono un sacco di cose, tutte bellissime. ci fermiamo qualche istante facendoci cullare gli occhi da quell'immagine. poi pian piano le nostre menti si chiudono al giorno e accolgono la notte. dolce sonno.
(tramonto nel fiordo)
(mastro rugo fuori dalla cabina osserva il cielo che si tinge)
Irene
visto che feddy l'ha nominata, eccovi la foto che ha scattato con la mia macchina fotografica in treno per andalsnes, durante il nostro mmmittttico viaggio in norway. ;)
carina, no? ;)
eheh.. però c'è da dire che se non ci fosse stato il palo proprio in quel punto, sarebbe stata una foto bellissima. :)
ah, e se vi chiedete perchè il post si intitola così, eccovi subito una spiegazione flash: pali lo capite anche da voi. topi e saette, invece, deriva da una frase usata da feddy in vacanza. si parlava di scantinati o qualcosa del genere (aiutatemi a ricordare), e se ne uscì con questa frase. ;) ovviamente poi l'ho usata per tutto il resto del viaggio. ;P
Irene
quarto giorno, 10 agosto 2006. oslo, andalsnes, gerainger.
testo: irene
foto: irene
riprende il diario! :D
il giovedì ci svegliamo presto per prendere il treno che da oslo ci porterà ad andalsnes (per riuscire a pronunciare decentemente il nome di questa cittadina ci abbiamo messo secoli!). da lì autobus fino a geiranger, il nostro punto d'arrivo.
(stazione di oslo. feddy aspetta rugo andato a comprare le mele e improvvisamente scomparso dai radar per quello che sembra un tempo infinito -e alquanto improbabile)
alla stazione di oslo facciamo rifornimento di frutta (mele su mele su mele), prima di prendere il treno. durante il viaggio, mastro rugo ci racconta un'esilarante storiella di una certa impronta che sarebbe stata presa al nostro tato feddy, ma solo perchè sono educata e gentile, non scriverò nient'altro al riguardo. ;)
(una delle tante foto scattate dal treno)
passiamo attraverso luoghi magici, tanto che continuo a scattare fotografie anche attraverso i finestrini del treno. sembra di essere in un altro mondo. appuriamo anche che il caffè in norvegia è qualcosa di imbevibile. una brodaglia calda, amara come il fiele, servita ovviamente in quantità eccessiva. nemmeno il latte e lo zucchero riescono a mediare il disgusto che provo ingurgitando quel liquido dal colore indefinibile. ma non importa. mi rifaccio con un brownie. :)
(sempre scatta dal treno. notare il colore dell'acqua)
arriviamo ad andalsnes. stazione dei treni, degli autobus e porto sono tutti nello stesso posto. così, all'aperto "facciamo merenda" (come rugo ha detto allora), mentre aspettiamo l'autobus che ci porterà a geiranger, attraverso la trollstingen, la strada dei troll.
(capitan rugo fa merenda -lo so che la maschera a gas c'entra poco, ma ammettete che è molto bella)
(le magiche traduzioni dal norvegese all'italiano. ovviamente si intendeva LUGLIO)
(ecco. feddy in questa vacanza è stato fotografato ALMENO 4 volte in compagnia di una banana. io non voglio insinuare niente, però.. -qui comunque eravamo a bordo dell'autobus poco prima della partenza)
qui urge una breve digressione: la trollstingen. la trolstingen è una strada da paura, da incubo, che passa attraverso le montagne e costeggia il fiordo. ed è l'unica via per arrivare a geiranger (se si esclude la nave). questa meravigliosa stradina ha una pendenza del 12% ed è a una corsia. ripeto UNA corsia. per cui se due vetture provenienti da due differenti direzioni si incontrano, una delle due deve fare retromarcia fino ad un punto sufficientemente largo da permettere ad entrambe di passare. ora immaginatevi di percorrere questa strada a bordo di un autobus, guidato da un'autista che nel frattempo vi parla attraverso un microfono e quindi guida con una mano sola, e immaginate anche di avere da una parte la parete rocciosa e dall'altra uno strapiombo di svariate decine, se non centinaia di metri. e avrete un'idea APPROSSIMATIVA di com'è stato quel viaggio. lungo la via ci fermiamo in diversi punti panoramici, dai quali scattiamo splendide fotografie. vediamo anche il cartello "attraversamento troll". no, non è uno scherzo. c'è davvero.
(la prima cascata che abbiamo incontrato lungo la trollstingen. che sarebbe poi quella roba a sinistra della foto col bordo di mattoni.)
(qui si capisce già meglio. si vede il ponte che attraversa la cascata -sempre a una corsia anche il ponte, immaginate farlo in autobus- e la parte superiore di 2 autobus che stavano scendendo sulla sinistra -bianchi)
(la vista della vallata dal ponte sulla trollstingen)
(la trollstingen vista dall'alto. la cascata dovrebbe aiutare un po' a capire la pendenza della strada. e del fianco della montagna!)
in cima alla montagna vediamo ancora diversi blocchi di neve accalcati sulle rocce, e laghetti formati dallo scioglimento della stessa neve che ora così disperatamente tenta di resistere. da questi laghetti poi scendono i fiumicciattoli che vanno a creare tutte le innumerevoli cascate che vediamo nel corso del nostro viaggio. meravigliose cascate, se posso aggiungere.
(uno dei tanti laghetti sulla cima della montagna. si vedono anche alcuni blocchi di neve attaccati alle rocce)
da uno di questi punti panoramici, abbiamo un'anteprima di quello che ci aspetta. dall'alto vediamo il fiordo di gerainger che ci aspetta. una vista mozzafiato. credo di non aver mai visto l'acqua del mare così blu in vita mia. anzi, mi correggo, non credo d'aver mai visto una tonalità di blu simile a quella del mare nel fiordo di gerainger.
(il panorama del fiordo di geiranger -patrimonio dell'umanità decretato dall'unesco. la cittadina di geiranger la si vede piccola piccola in fondo. :D )
(io e feddy dal punto panoramico del fiordo di geiranger. tralasciate la mia cera, per piacere..)
dopo una breve traversata in traghetto, abbiamo un altro tratto in autobus. e anche un'avventura! durante la discesa dalla trollstingen, il nostro nuovo autista (nonchè nostro nuovissimo e personale eroe) si accorge di avere a bordo una persona in meno. dobbiamo tornare indietro a prenderla. ecco. mettetevi nei panni di questo povero diavolo. deve fare inversione in una strada ad una corsia col 12% di pendenza. e ce la fa! un miliardo e mezzo di manovre, servendosi di un povero alberello che aveva poco saggiamente deciso di crescere lungo il bordo della strada, poco prima dello strapiombo. ma anche noi abbiamo un'idea poco saggia. siamo seduti dietro. significa più indietro delle ruote posteriori. significa che durante la manovra siamo sospesi nel vuoto. credo di aver piantato le unghie nel braccio di qualcuno, ma non ricordo molto bene.. ma il nostro super-hero ce la fa! e incolumi risaliamo. tutto questo per arrivare da quell'idiota di italiano (OVVIAMENTE italiano, perchè siamo sempre noi a fare questo genere di figuracce in giro per il mondo) cinquantenne che in quel punto, proprio in quel preciso punto del percorso, si era fatto passare a prendere dai suoi amici norvegesi. senza avvertire nessuno, com'è logico. p***o dio!
nonostante tutto ciò, arriviamo a geiranger. per scoprire che dobbiamo camminare 2 kilometri (anche se ho il dubbio che fossero di più..) con lo zaino sulle spalle per raggiungere il camping dove abbiamo prenotato una cabina. 2 kilometri di strada NON asfaltata, in salita. non una salita assassina. no, peggio! quelle salite impercettibili ma lunghiiiiiissssiiiiiime. io arrivo al camping in condizioni pietose, le mie gambe ho smesso di sentirle già da tempo. e questo NON mi tornerà buono il giorno successivo, ma non è il momento di parlarne.
doccia, cena e (finalmente) il giusto sonno. senza sogni. :)
Irene
terzo giorno, 9 agosto 2006. oslo
testo: irene
foto: irene
dunque. precisazione. se sono stanca, dormo e non mi svegliano nemmeno le cannonate. per cui.. se i miei due compagni di viaggio la sera escono (mezzo litro di birra: 6,50 euro..), e tornano (relativamente) tardi, ed io apro un occhio e biascico parole che dovrebbero assomigliare vagamente a: "vi siete divertiti?", e mi riaddormento di botto, allora forse sono parecchio stanca. e se al mattino, sempre i due intrepidi eroi maschili (siamo sicuri?) di questa vacanza mi chiamano, cercano di svegliarmi e non ci riescono (al che vanno da soli a far colazione lasciandomi nel paese dei sogni - avessi incontrato qualche personaggio di gaiman..), probabilmente ero addirittura MOLTO più stanca di quanto pensassi. detto questo, io NON sono sempre così.. fine precisazione.
usciti dall'ostello, capitan feddy si lascia prendere dal furore epico e si lancia di corsa verso mete a noi ignote, capicollando lungo il fianco della collina su cui è poggiata la nostra provvisoria dimora. dopo questo breve attimo di follia, ci dirigiamo (grazie ai potenti mezzi di trasporto pubblico norvegesi) verso il centro della città. oggi giornata culturale. ma prima di iniziare la nostra visita, una visione lascia mastro rugo senza parole. una figura si staglia davati a lui e, "spocchiosa", lo provoca. davanti alla stazione troneggia un'enorme tigre bronzea alta 2 metri. "ooh.." (altra precisazione: questo dovrebbe essere un'esclamazione di stupore, che non è graficamente nè foneticamente rappresentabile. ho fatto del mio meglio, ma solo chi conosce a fondo rugo, può immaginare il suono della pseudo-vocale che uscì dalla sua bocca). allorchè, il nostro impavido atleta ha un'idea. tenta di arrampicarsi sul dorso dell'immensa tigre, ma con scarsi risultati. tutto quello che ottiene è di riuscire ad appoggiarsi appena sopra la coda del gigantesco animale. ma porta comunque a termine il suo intento iniziale: alza un braccio verso il cielo e urla: "Per il potere di Grayskull!!". (tutto ciò è documentato in un esilarante filmato).
dopo esserci ripresi da questa cosa, raggiungiamo la nostra prima tappa: la cattedrale. chiusa. ma vaff.... niente, giriamo attorno alla costruzione qualche minuto, mentre decidiamo cosa fare. io scatto foto a caso. ah, da fuori è molto bella...
passiamo così al fulcro di questa giornata, la visita ai musei. primo, la galleria nazionale. ma prima ancora di entrare, all'esterno ci colpisce questo:
(bagni pubblici all'esterno della galleria nazionale. notare le scritte in cima..).
entriamo. l'esposizione è molto bella, nonostante ci sia una sorta di "percorso obbligato" fra le varie sale della galleria, assolutamente insensato. ma vabbè. ci consoliamo con "L'urlo".
prima di raggiungere il museo munch, abbiamo la bella pensata di prendere il traghetto e andare in una delle isolette di oslo. la più lontana naturalmente. decidiamo di pranzare lì.
(questi siamo io e il commodoro rugo -sempre con le sue bellissime mascherine-, mentre aspettiamo il traghetto. osservate il sole accecante. poi non sarà più così..)
così, raggiungiamo l'isola più distante dal parlamento. ovvero 10 minuti. 10 minuti dal parlamento e ci ritroviamo in mezzo a un bosco. e in mezzo al bosco c'è un laghetto con le paperelle e una panchina. che diventa il nostro regno. ci accampiamo e pranziamo.
(i due vichinghi reggiani nel boschetto..)
ed ecco che sentiamo le prime gocce d'acqua cadere dal cielo. "cosa vuoi che sia.. dai, adesso smette..". invece piove sempre più forte. tiriamo fuori gli impermeabili. ovviamente il mio è inutile e non tiene l'acqua. perchè mi piace farmi del male. "vabbè, dai.. non durerà poi molto..". ceeerto... il diluvio! fuggiamo dalla nostra postazione fra gli alberi e ci rifugiamo sotto la pensilina dove si aspetta il traghetto (tipo quella degli autobus, ma loro lo fanno coi traghetti). e piove sempre di più.
(scattata da sotto il nostro riparo. se si guarda la superficie dell'acqua si possono notare le gocce di pioggia. giusto per rendere l'idea)
torniamo quindi in centro (nel frattempo ha smesso di piovere), e dopo aver fatto scorta di caramelle gommose al metro (esatto. al metro. caramelle gommose tutti gusti al metro... sbav sbav..), arriviamo (chi fradicio di pioggia, chi no) al museo munch. bellissimo. le chine sono spettacolari, e ovviamente non c'è nessuna cartolina o che al negozio souvenir, che ne ritragga una! 'mbecilli..
torniamo comunque vittoriosi ai nostri giacigli, preparandoci alla partenza dell'indomani. ancora non sappiamo cosa ci aspetta, ma speranzosi guardiamo al futuro! verso il nord estremo!
Irene
secondo giorno, 8 agosto 2006. oslo.
testo: feddy, rugo e irene
foto: irene
Svegliati da un inquietante, nonchè ridicolo odore di porto (appena usciti dall'ostello rugo annusa l'aria, pregna di un mefitico odore di pesce e scarichi navali, ed esclama: "-sniff sniff- dio can.. c'è odor di porto. di porto dio, tra l'altro."), ci rassegnamo al nostro triste destino : rubare ai ricchi per dare ai poveri (noi). Perchè oggi tutti gli strilloni del globo annunciano all'unisono: Oslo, la capitale più cara del mondo! Ma vah!, a noi lo dici, trovati un lavoro vero, pagliaccio!
(il porto dio)
L'impeto violento dei nostri succhi gastrici non permette la perfetta irrorazione del cervello, consegnandoci in un posto a noi ignoto da cui siamo usciti vagando tra parchi e scorci meravigliosi per una capitale.
lo spirito di Thor ci guida per strade che in realtà non esistono, fino a scorgere un insieme di figure che a prima vista paiono umane. l'entrata del museo vichingo. all'interno scheletri di quelle che un tempo furono possenti navi guerriere, ad occupare interi saloni, invece di essere sepolte in mare, portate agli occhi di tutti (sì, di tutti quelli che hanno un portafogli rigonfio a portata di mano).
(feddy e rugo all'entrata del museo vichingo. per l'occasione la maschera di rugo è in tema)
la giornata volge al meglio, scoprendo un sole abbagliante, e noi proseguiamo la nostra marcia visitando parlamento e municipio della capitale norvegese, attraversando la via trendy e l'università (trendy anch'essa).
ma una figura ci richiama dall'alto della città. un ammasso di pietre e massi si fa beffe di noi. provocati, ci dirigiamo così alla conquista della fortezza medievale. il soldatino armato a guardia dei cannoni ci guarda e impassibile continua la sua marcia avanti e indietro. dalle mura possiamo vedere il nostro beneamato porto che stamattina ci ha regalato un così meraviglioso risveglio. dopo la visita all'interno, esplorando stanze che di quello che erano un tempo hanno poco, decidiamo di dedicarci ad una delle nostre attività preferite: lo svacco. per cui scendiamo nel parco sottostante e ci rilassiamo prima di fare un salto a vedere il giardino del palazzo reale (il quale i cittadini hanno deciso debba essere il posto migliore per prendere il sole ed allenarsi in una strana arte della spada che un po' ricorda i vichinghi di thor e un po' ricorda giocatori troppo presi di d&d) e tornare in ostello (dove mangeremo salame di carne di renna -sì, sì, le battute sono ammesse).
(la pazzia nel cervello all'interno della fortezza)
(quel che si vide svaccati nel parco)
(salame di carne di renna, involucro vuoto)
e la notte ci coglie sul tardi, quando i nostri occhi sono ormai chiusi e le nostre menti altrove.
primo giorno, 7 agosto 2006. oslo.
testo: rugo e feddy
foto: irene
Si parte. Prima di tutto Brescia e la Val Brembana non sono posti civili perchè, p***o dio, le segnaletiche ci vogliono, cazzo! PUNTO.
Orio al Serio fa vomitare, comunque. Anche nel caso sia Oslo al Serio. Volo.
(qui siamo io e mastro Rugo -che vuole mantenere l'anonimato-, all'aereoporto di bergamo. notare il mio sorriso naturale...)
Arriviamo. 140 corone di trasferimento in centro ad Oslo. ORRORO.
Arrivati in centro ci perdiamo. Ci ritroviamo. E poi facciamo 69000 km di maratona in salita con 200 tonnellate sulle spalle e un sole vichingo che picchia come il martello di Thor e tutti gli stracazzo di dei del fottuto Walhalla. Neanche Baldini sui cocci.
L'ostello troneggia maestoso come una corte nanica sugli elevati et nobilissimi poggi che sovrastano Oslo, la leggendaria capitale.
(capitan Feddy indica fiero l'ostello -in cima alla collina)
Fantastico! A parte lo strappo finale al 200% che neanche un caprone di montagna a 8 zampe con le ventose...ma comunque..
Poi, l'epifania: the playground! I Campioni del Mondo fanno riscaldamento, senza impressionare Thor, l'inossidabile portiere vichingo, che risplende di adamantino fulgore davanti a una mandria di felici centofanti a torso nudo, palestrati ed epilati. Coi calzoncini rosa. RI-ORRORO! Vomito da tutti i pori!
E comunque da bravi italiani teste di cazzo fuggiamo la pugna. Questi cazzo di norvegesi hanno i polpacci come papagni! Ma nella storia rimarrà la falsissima nonchè epica sfida degli eroi italiani al periglioso scandinavo ("I Campioni del Mondo contro Thor, il portiere vichingo").
Fame. L'eroismo stimola lo stomaco, che brama un'intera renna non necessariamente cucinata, nè morta. Occhio un attimo ai prezzi, occhio un attimo al portafoglio. Il miglior compromesso è un mezzo maccherone. Scondito. E a questo punto si scatena un infernale Stige di bile, saracche e improperi sul capitalismo e sui meschini bottegai, che possano affogare in tutto il sangue che verserò per pagare il mio pasto.
Quand'ecco che compare, circondato da un imponente serraglio di magggrebbbini e procaci odalische (2 ceffi che biascicavano una pizza -?-): il MASTRO KEBABBARO!, circonfuso di luce mistica, con sottofondo di musica celestiale (Punjabi MC). Fu lui che all'enigma: "Quanto costa un kebab?", rispose: "29 corone.". Al che le eburnee porte dei nostri portafogli si spalancarono lasciando sfilare ieraticamente i pochi spiccioli richiesti. Addenta il kebab. Ed ecco che le gengive di Rugo esplodono in un lisergico incendio che provoca allucinazioni e fervente cattolicesimo, entrambi esorcizzati da un'orrorifica sequela di bestemmie.
Ma prima. Il tutto, il nulla: una calda e avvolgente lamina luminosa ovattata quanto eterea, indefinibile nella sua irrisolta bellezza, conturbante si posa sull'intera vita: il tutto. La loquacità non ci appartiene, i pensieri sibilano nella mente cadendo in picchiata senza un sussurro alcuno, la cardiologia alienante ti lascia nel torpore dell'incredibile: il nulla.
(il nostro primo tramonto norvegese. magnifico. questa scattata in centro ad oslo)
Ed arriva il sonno dei giusti. Poi anche il nostro.