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l'altra sera, uscendo da
casa di alcuni amici, mi fermo nel parcheggio col mi amico
uovo. niente di che,
due chiacchiere, volevo fargli ascoltare un cd.
siamo lì in macchina,
luci accese nell'abitacolo, musica alta, quando
vedo arrivare i fari di un'auto, che puntano allarmantemente contro la fiancata della mia. "oh, cazzo fa questo?", dico al mio amico, quando i fari, con abbaglianti accesi, si fermano a 1 metro dalla mia mini. lui, tranquillo, mi fa: "non c'è da preoccuparsi. stai trà, non stiamo facendo niente di male", e io
ANCORA non capisco. me ne rendo conto quando l'altra macchina riparte e uovo scuote la testa.
era una pattuglia della polizia.
...
pattuglia della polizia che si è presa la briga di fermarsi a vedere cosa stessero facendo due persone ferme CON LE LUCI DELL'ABITACOLO (e l'auto stessa) ACCESE.
stavamo ascoltando della musica, e siamo stati flashati e mentalmente schedati.
i tempi sono decisamente cambiati, hai ragione.
Irene
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i rapporti umani non sono facili, e nemmeno scontati. ma questo già lo sapete. ogni nostro rapporto attuale viene costantemente modificato da esperienze passate, aspettative future, da riflessioni personali, paranoie, dubbi e certezze, e a volte perfino dal subconscio.
ho passato diverse notti insonni ultimamente. ed ho pensato parecchio. talvolta sono rimasta sorpresa da quanto un pensiero possa cambiare durante la giornata, rispetto alla notte appena trascorsa. non la sostanza. la sostanza del pensiero resta uguale, e mi piace essere una persona coerente. ma cambia l'intensità. come se di notte i pensieri avessero un altro peso, un'altra misura.
non mi riconosco quasi più. una volta affrontavo diversamente le mie relazioni. una volta non ne avevo passate di tutti i colori, però. mi chiedo spesso se quella parte di me che si ostina a non voler cambiare idea, prima o poi si convincerà.
ho parlato col "mio uomo" (o quello che è), l'altra notte. gli ho detto tutto. tutto quello che maggiormente mi angoscia in questo periodo, ho sviscerato la frustrazione di non saper portare avanti una relazione in maniera decente. non solo con lui. in generale. negli ultimi periodi non mi riesce più. oddio... non mi riusciva nemmeno prima, ma ora è diverso. ho come l'impressione di essere un altro tipo di persona. di conseguenza il modo, per me, sbagliato che ho di rapportarmi con gli uomini è cambiato, ma non so se in meglio o in peggio. temo in peggio. perchè un piccolo pezzo di me resta ancorato dov'era, fissato su una persona che non oso nemmeno pensare di poter far entrare come vorrei nella mia vita. e questa parte infame di me s'è fatta più resistente e più dura da abbattere. non riesco a tirarla giù nemmeno a picconate.
dall'altra parte c'è una sensazione che non ho mai provato prima. la mancanza fisica di una persona. non del sesso, badate bene. parlo dell'esperienza tattile. parlo del dover fare i conti con l'abbracciare ora un corpo che non ha le stesse dimensioni, della fisicità di certi gesti, come anche solo il prendersi per mano. rendermi conto che mi mancano queste cose, che so di aver avuto, in vita mia, con un'altra persona mi sconvolge. perchè fondamentalmente quella persona non mi manca. non mi manca la sua voce, o il tempo passato con lui. non mi mancano i discorsi che facevamo o come mi faceva sentire. sono diventata indipendente da questo genere di cose, più distaccata. non è questo che mi manca. mi manca la larghezza delle spalle, e l'illusoria sensazione di abbracciare non una persona, ma un pezzo di roccia. mi manca l'illusoria sensazione di avere qualcosa a cui aggrapparmi. il che è mortalmente sbagliato.
e gli ho detto anche questo.
...e sono già DUE cose sbagliate di me.
...e ho pianto. ho pianto perchè mi sono sentita stupida ed inadeguata. ho pianto perchè non sono più in grado di sentirmi legata a una persona, nè tantomeno di innamorarmi di qualcun altro. ho pianto perchè non sono sicura di potermi far piacere questa mia nuova me. mi sono vagamente disgustata di me stessa. ed ho pianto perchè è un periodo stupido, in cui nulla va bene, e la mia vita sembra scivolare via senza uno scopo. un periodo in cui non riesco a sistemare i pezzi della mia esistenza e trovare un posto nel mondo, oltre che un lavoro. ho pianto perchè se il destino non fosse stato così crudele con me, non sarei in questa situazione.
sbattere i piedi e piangere e dire che non è giusto non serve a niente. sono cose che fanno solo i bambini e sono solo loro ad avere ancora il diritto di farlo.
....però avere la possibilità di lasciarsi andare ogni tanto, e poterlo fare anche da grandi, avere la possibilità di buttare fuori un po' di schifo da dentro senza sentirsi giudicati...
beh, forse in parte fa bene.