about
DresdenBell, un puffo horrendo

Stupida sfortunata e polemica. A vostro rischio e pericolo.


*loading* visitatori.



intermittenza psicotica

Ognuno di noi ha qualche momento in cui magari non si riconosce completamente e dice o commette sciocchezze. Che rimangono nella storia, ovviamente. Sono intermittenze.



links
AltaInfedeltà Blog in Crisi Cacciucco di China Calvin&Hobbes DeviantArt DresdenBellONdeviantArt Emily the Strange I.E.E.E. Inkspinster Kris Wilson's Comics LaBez La Casa dell'Accrocchio La Locanda Nel Nulla Le Malvestite Lovebone Monty Mutts NonnAbelarda PostSecret SpyroComics Steve McCurry Tarocchi e Capezzoli di Gomma UoVoBW's Blog Yue Zidane y Va a Cagher Zits
commenti
maestrobuitre in i won.

categorie
about the blog
diario di un porto dio
disegni strambi
foto a caso
fumetti
inutilmente bello
kolchoz 53
maledetta da qualche dio
mostrini malati
photosss
polemica sterile
serietà
subconscio bizzarro
traumi infantili
trip cosmici
videonscreen
weirdo

archivio
oggi
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
aprile 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006


credits
template: let down.
immagine: dresdenbell.
non è facile
dresdenbell, venerdì, 31 ottobre 2008 at 18:31, commenti ?
serietà, weirdo, polemica sterile, maledetta da qualche dio.

...in realtà la cosa mi da da pensare. non è facile tornare da una persona che sai d'aver fatto soffrire. e allora perchè? non è per la bellezza, perchè può averne mille molto più belle di me. non è per il sesso, non credo sarò mai il miglior sesso della sua vita. non è per la reputazione, stando con me non si fa più bello di fronte agli altri. di nuovo, e allora perchè?
voglio poter credere che non sia perchè sa che gli dirò sempre di sì. voglio poter credere che non sia perchè sono "facile". voglio poter credere che non sia un capriccio. voglio poter credere che sia tornato da me perchè, in fondo, esiste un legame. voglio poter credere che il tempo mi farà capire cos'è davvero questo sentimento stiracchiato, offuscato e strisciante che c'è tra noi.
vorrei poter credere tutte queste cose, ma non mi fido più. nemmeno per me è facile.
vorrei anche riuscire a vivere questa storia serenamente, ma ho bisogno di certezze, e di tempo. vedremo.





Irene

infami schifosi
dresdenbell, martedì, 28 ottobre 2008 at 17:52, commenti (3) ?
serietà, polemica sterile, maledetta da qualche dio.

dopo 13 mesi di rinnovi contrattuali mensili, questi schifosi mi hanno lasciata a casa.


go fuck yourself
.




Irene


gli orari sono interpretabili
dresdenbell, domenica, 26 ottobre 2008 at 14:24, commenti (2) ?
weirdo, polemica sterile, maledetta da qualche dio, inutilmente bello, trip cosmici.

mia mamma ha sempre avuto la fastidiosa abitudine di svegliarmi dicendomi orari a caso. del tipo: devo alzarmi alle 9 e lei mi chiama alle 8 e mezzo, oppure mi sveglia dicendomi che ormai è pronto il pranzo, ed una volta alzatami scopro che in realtà sono le 11 e manca come minimo ancora un'ora al pasto.
dopo l'uscita di stamani, ho deciso di stilare una lista dei 3 peggiori risvegli degli ultimi 3 mesi. probabilmente (se si escludono le tragedie), sono anche i 3 peggiori risvegli della mia vita. a partire da quella di stamattina, al numero UNO.

UNO) tornata da una serata passata a ballare in un piccolo locale della zona (tore sei il miglior dj di sempre!), e ancora vagamente provata, vado a dormire, collassando sul letto a mo' di pelle d'orso. non prima, però, d'aver lasciato scritto un biglietto a mia mamma, in cui le chiedevo di svegliarmi per le dieci e mezzo, che dovevo andar a pranzo dalla nonna. bene. dormo. stamattina, mia mamma entra in camera, chiamandomi: "Irene, son le dieci e mezzo.". io mi sveglio, con le fauci secche, che  mi sembra di essermi infilata in bocca una manciata di cornflakes asciutti e mi fossi dimenticata di mandarli giù (cit.). apro un occhio di circa due millimetri, sento il trucco che ho dimenticato di levarmi prima di andare a dormire (porcoilclero) che mi salda le ciglia in una morsa d'acciaio. "mhmmm", rispondo, "oramialzo". mi è impossibile pronunciare una frase senza legare le parole. "sì, comunque sono le dieci e mezzo dell'orario nuovo", mi dice mia mamma. già, è vero (penso tra me e me), l'ora solare. "vabeeeene", rispondo meccanicamente. lei esce e chiude la porta. mi dico che posso restare sotto le calde coperte ancora qualche minuto. tanto è domenica, mi posso riposare. e se anche arrivo in ritardo di 5 minuti a casa di mia nonna, non è un problema. sono lì che faccio tutti i miei bei ragionamenti al riguardo, cercando di mettere un pensiero dietro l'altro (la notte mi ha DAVVERO provata, e non solo fisicamente), quando mia mamma ricompare sulla porta. "ma dovevamo mettere l'orologio un'ora avanti o un'ora indietro?"... "oddio, mamma.. non so nemmeno come mi chiamo appena sveglia.. non ricordo..", rispondo. "perchè io l'ho spostato un'ora avanti.. ma se era da mettere indietro, allora sono le otto e mezzo..", mi fa lei. ma porc.., penso io. "aspetta, guardo sul cellulare, che l'ho già sistemato ieri notte, con l'orario giusto", le dico. afferro il telefono sulla mensola, e metto a fuoco a fatica il numerino sul display: sono le 8:42. "mamma.........", la guardo sempre con gli occhi che sembrano due buchi neri, "sono le nove meno un quarto.... mi hai svegliata 2 ore prima...".

DUE) "Irene, svegliati, sono le nove!". riemergo dal coma notturno, sentendo questa frase. come già detto sopra, non ricordo nemmeno come mi chiamo, appena sveglia, figuriamoci se la mia mente riesce ad elaborare che giorno della settimana è, o quali impegni mi attendono nell'immediato futuro. quando sento la frase "sono le nove", mi passano per la testa, nella frazione di un secondo, mille possibili interpretazioni: "sono le nove, sei in ritardo per il lavoro", "sono le nove, io vado al lavoro, ciao", "sono le nove, ci siamo dimenticati tutti a letto". e mi prende il panico. il primo pensiero è "cazzo, sono in ritardo per andare a lavorare, dovevo essere là alle 5 e mezzo, adesso che faccio?". poi realizzo. è domenica.

TRE) facendo i turni al lavoro, una settimana sì e una no mi tocca il turno del mattino. il che significa alzarsi alle 4 e 30, ed essere in postazione pronta ad iniziare a lavorare alle 5 e 30. ultimamente, per paura di non riuscire a svegliarmi, punto 2 sveglie. e se proprio è una settimana pesante, anche mia mamma mi aiuta, puntando la sua e venendo a chiamarmi. bene. un paio di settimane fa, c'è stata la seguente scena: entra mia mamma, allarmata, accende la luce svegliandomi, e con tono di rimprovero, misto ad agitazione, esclama: "sono le sette!" e io: "cazzo, sono in ritardo! mi peleranno viva!". afferro le pastiglie sul comodino, scosto le coperte e faccio per scendere dal letto. come i miei piedi toccano terra, mi cade l'occhio sull'orologio. sono le 3 e 40 del mattino. "mamma.. cosa cazzo hai visto?".


..in realtà adoro mia mamma anche per questo genere di cose.. ;*



Irene


invisible
dresdenbell, domenica, 19 ottobre 2008 at 20:16, commenti (3) ?
serietà, weirdo, polemica sterile, maledetta da qualche dio.



è da un paio di giorni che mi chiedo come sia possibile condividere tante cose con una persona, farci assieme l'amore, ridere, parlare ed aprirsi ad un sentimento che credevi reale, e poi dopo un solo mese da che ci si è lasciati, incontrare per caso questa persona in un pub e comportarsi come se non ci si conoscesse nemmeno. mi sembra di essere diventata carta da parati.
una parte di colpa l'ho anch'io. l'astio e il rancore che mi porto dietro per il modo in cui sono stata trattata hanno contribuito al fatto che comunque non ho reagito, non ho fatto nulla perchè noi due ci si rivolgesse la parola.             ed ho accuratamente evitato di guardare dalla sua parte. non volevo che mi scoprisse a guardarlo. perchè? stupido orgoglio, penso. dovevo davvero dimostrare d'essere forte a sufficienza da fare a meno perfino di guardarlo? penso di sì. a volte credo che l'indifferenza faccia più male dell'odio.
sono davvero convinta che sia comunque uno stupido ed insulso giochino questo al quale stiamo giocando. far finta di non esistere l'uno per l'altra.
...ma lui vuole giocare. e allora va bene così.

...stasera guardavo il gatto e pensavo che sarebbe davvero bello non avere altro pensiero o preoccupazione che giocare con un pezzetto di scotch.





Irene


disgustata
dresdenbell, venerdì, 17 ottobre 2008 at 18:34, commenti (2) ?
serietà, polemica sterile, maledetta da qualche dio.

..ed oggi ho avuto l'ennesima prova che l'animo umano è quanto di più schifoso esista al mondo. sono disgustata, rattristata e delusa allo stesso tempo. che schifo.






Irene


no idea
dresdenbell, sabato, 11 ottobre 2008 at 17:57, commenti ?
serietà, about the blog, videonscreen.

in attesa di poter utilizzare nuovamente il mio piccì (attualmente in clinica di riabilitazione presso la casa del torelizer, dopo una BRUTTISSIMA infezione da virus..), e poter postare nuovamente qualcosa di decente, come un'altra tappa del "diario di un porto dio" (lo so che vi manca, è tantissimo che non lo aggiorno, ma non disperate.. tornerà presto ad allietarvi su intermittenze), e non avendo al momento nulla di interessante da dire (la mia vita è monotona), metto qui, per chi li volesse guardare, i video dello spettacolo di paolini "vajont".. che merita davvero. consiglio vivamente di vederlo per intero. buona visione :)











Irene


dovresti saperlo.
dresdenbell, domenica, 05 ottobre 2008 at 21:56, commenti ?
serietà, weirdo, polemica sterile, maledetta da qualche dio, traumi infantili, videonscreen.

non ho ancora ben capito il perchè ogni volta che vedo una foto di alanis morissette, o viene citata o sento una sua canzone, mi torna alla mente la mia migliore amica. sarà il suo nick "infatuation junkie", saranno i lunghissimi capelli stile alanis anni '90, fatto sta che oramai associo questa cantante alla mia migliore amica.
tralasciando questa stramba premessa, oggi ho messo su "jagged little pill", in macchina. nostalgicamente pensando alle mie elementari dopo il mio ultimo post. ho ascoltato quell'album anche per tutte le medie (ebbene, non solo la cassettina m'era stata rubata, ma successivamente il cd originale era stato dimenticato nel lettore cd portato a far riparare, e quindi andato perduto nuovamente. finalmente anni dopo sono riuscita a farmene fare una copia da un caro amico che mi ha recuperato questa mia perla dell'età infantile). una canzone in particolare m'ha fatto sorridere, mentre tornavo a casa da reggio. pensando alla mia attuale situazione sentimentale e a tutte le conseguenze alle quali questa può portare, ho visto "you oughta know" sotto un'altra luce. un po' mi sono risollevata. ho cantato fortissimo, a squarciagola per tutto il tragitto. :)




"I want you to know, that I'm happy for you
I wish nothing but the best for you both
An older version of me
Is she perverted like me?
Would she go down on you in a theatre?
Does she speak eloquently?
And would she have your baby?
I'm sure she'd make a really excellent mother

'cause the love that you gave that we made wasn't able
To make it enough for you to be open wide, no

And every time you speak her name
Does she know how you told me you'd hold me
Until you died, till you died?
But you're still alive

And I'm here to remind you
Of the mess you left when you went away
It's not fair to deny me
Of the cross I bear that you gave to me
You, you, you oughta know

You seem very well, things look peaceful
I'm not quite as well, I thought you should know
Did you forget about me Mr. Duplicity?
I hate to bug you in the middle of dinner
It was a slap in the face how quickly I was replaced
Are you thinking of me when you fuck her?

'cause the love that you gave that we made wasn't able
To make it enough for you to be open wide, no
And every time you speak her name
Does she know how you told me you'd hold me
Until you died, til you died?
But you're still alive


And I'm here to remind you
Of the mess you left when you went away
It's not fair to deny me
Of the cross I bear that you gave to me
You, you, you oughta know

'cause the joke that you laid on the bed that was me
And I'm not gonna fade
As soon as you close your eyes and you know it
And every time I scratch my nails down someone else's back
I hope you feel it...well can you feel it?

Well, I'm here to remind you
Of the mess you left when you went away
It's not fair to deny me
Of the cross I bear that you gave to me
You, you, you oughta know"




Irene


il ritorno dei traumi infantili
dresdenbell, giovedì, 02 ottobre 2008 at 20:58, commenti (2) ?
weirdo, maledetta da qualche dio, traumi infantili.

la mia prima esperienza come vittima di un furto risale alla quinta elementare. ai tempi non avevo un lettore cd, mi accontentavo di prendere a prestito quello di mio fratello una volta ogni tanto. ma data la mia precoce passione per la musica, qualche anno prima m'ero fatta regalare dai miei un walkman portatile, per leggere le ormai quasi del tutto perdute audiocassette. non avevo molti album su cassetta, il conto totole ammontava a DUE. rigorosamente ricavate dai cd del fratello già sopra citato. non è che fosse proprio robetta per una bimba di 10 anni... gli album in questione erano "get a grip" degli aerosmith e "jagged little pill" di alanis morissette.







dunque. una mattina andai a scuola e mi portai le mie cassettine, per poterle prestare a un'amica. lei le prese, le copiò, e me le restituì il giorno dopo in cortile, ancor prima di entrare in classe.
sciocca ed ingenua com'ero, le nascosi in tasca ed entrai a scuola. non so come siano impostate ora le cose, ma una volta, quando andavo a scuola io, gli appendiabiti per le giacche erano fissati nel corridoio fuori dalla classe. sfilai la giacca e la appesi. durante l'intervallo uscii e cercai le mie preziose fonti di musica, ricordandomi solo in quel momento d'averle lasciate nel soprabito. con mio enorme smarrimento ed orrore scoprii che non c'erano più. TA TA TAAAN. qualcuno aveva frugato in tutte le giacche e aveva rubato quel che aveva trovato. comprese le mie cassette con su gli aerosmith e la morissette. manco fossero state originali...
sconcertata dall'essermi trovata vittima di un atto così brutale (dopotutto ero stata privata di tutta la mia collezione musicale), cercai di consolarmi (oltre che col farmi regalare un lettore cd di mia proprietà e una serie di album) formulando pensieri positivi: in fondo il ladro aveva rubato della musica niente male... ;P






Irene