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DresdenBell, un puffo horrendo

Stupida sfortunata e polemica. A vostro rischio e pericolo.


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intermittenza psicotica

Ognuno di noi ha qualche momento in cui magari non si riconosce completamente e dice o commette sciocchezze. Che rimangono nella storia, ovviamente. Sono intermittenze.



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backstabbed
dresdenbell, mercoledì, 31 gennaio 2007 at 21:09, commenti (6) ?
serietĂ , polemica sterile, maledetta da qualche dio.

poi alla sera arriva la mazzata che trasforma una giornata passabile in una giornata di merda. fanculo.
(perdonate la volgarità)



Irene

quelle piccole rivincite
dresdenbell, mercoledì, 31 gennaio 2007 at 18:22, commenti (6) ?
weirdo, polemica sterile, traumi infantili.

lo so. non dovrei essere vendicativa. in effetti non lo sono. però quando riesco a prendermi una piccola rivincita, mi sento benissimo. al settimo cielo. una pasqua. euforica. invincibile. (ok, basta..)
per cui lo so che non dovrei godere del fatto che tu, sì, proprio tu che quando ero appena dodicenne, una dodicenne emarginata, piccola, insignificante, bruttina, grassottella etc. etc., mi prendevi in giro e mi facevi i dispetti, tanto che ero terrorizzata tutte le volte che dovevo uscire da scuola e non c'erano i miei amici a far la strada di casa con me, sì, proprio tu, che solamente per il fatto che eri più grande te ne bullavi e mi facevi passare per idiota coi tuoi amici, tu che per anni sei sparito dalla circolazione, non dovrei godere del fatto che tu oggi non mi abbia riconosciuta, vestita, acconciata e truccata com'ero per il colloquio, e che tu ci abbia provato con me. tu che ora fai un lavoro a contatto col pubblico, un lavoro come tanti, quando sembrava che invece avresti spaccato il mondo come dirigente aziendale. tu che oggi non hai riconosciuto quella ragazzina sfigata e bruttina che ero, ma ci hai provato con me quando mi son fermata al tuo posto di lavoro. sì, proprio tu. non sai quanto grande è stata la soddisfazione che ho provato nel vedere la tua faccia, nell'accorgermi che stavi tentando un approccio, nel vedere quanto fossi timido. non puoi immaginare quanto grande mi son sentita. quanto potente. per cui ti ringrazio, dal profondo. grazie mille, davvero. perchè uscita dal colloquio (che in effetti non è andato esattamente come avrei voluto, ma vedremo..), mi sentivo una come tante, anche un po' abbattuta, forse. invece, grazie alla tua performance, mi sono ravvivata. grazie ancora.

ah, le piccole rivincite..





Irene


hope
dresdenbell, martedì, 30 gennaio 2007 at 02:15, commenti (7) ?
serietĂ , weirdo.

accidenti che sonno.. -_-
ad ogni modo, posto a quest'ora perchè quella di oggi (o ieri? mmh..) è stata una giornata produttiva! :D finalmente dopo mesi un colloquio decente! e se tutto va bene, potrei addirittura realizzare il sogno della mia infanzia!
...quando ogni natale e ogni compleanno da bambina speravo che i miei genitori mi regalassero "gira la moda". quando, visto che non arrivava mai, mi ero creata delle bamboline di cartone e avevo preso a disegnare abiti "d'alta moda" da abbinare ad ognuna. quando più tardi passavo il tempo a disegnare strani personaggi a fumetti solo per il piacere di poter dar loro carattere, background e immaginarmi una storia solo attraverso l'abbigliamento. quando andavo orgogliosa del fatto che i miei professori alla scuola di comics si complimentassero con me per l'accuratezza dei dettagli e l'originalità del character design.
tutto questo per un sogno represso. mi vergogno perfino a dirlo, mi sembra sia solo una stupida fantasia infantile. "fashion designer", "stilista", come vi piace di più. magari un giorno ci riuscirò davvero. magari no. ma il colloquio di oggi (o ieri? doppio-mmh...) è stato un ENORME passo avanti. speriamo bene. dita incrociate. preghiere. vado ad accendere un cero in chiesa. medito. compro un cornetto portafortuna. una zampa di coniglio. un fiocchetto rosso. qualunque cosa, per favore! speriamo, speriamo.. speriamo!
nel frattempo il brainstorming di stanotte con lo spyro ha portato buoni frutti! ;) riuscirò a mettere in pratica anche quelli? mah.. SPERIAMO! ;P




Irene


hate you
dresdenbell, lunedì, 29 gennaio 2007 at 15:01, commenti (7) ?
polemica sterile, maledetta da qualche dio.

oggi detesto il genere maschile. sì. un odio viscerale.
...e soprattutto odio TE. sì, hai capito bene, proprio TE, porcoilmondo!

se continua così mi faccio suora. -_-







Irene


rewind
dresdenbell, domenica, 28 gennaio 2007 at 14:02, commenti (6) ?
weirdo, traumi infantili.

non so, forse sono rincoglionita del tutto. forse lo sono sempre stata e non cambia poi molto.. comunque capita che a volte senta nostalgia non tanto dell'infazia (v. tutti i vari traumi), ma piuttosto di certi comportamenti e atteggiamenti che si hanno solo da piccoli. come infilarsi e allacciarsi le scarpe stando seduti per terra. come fare le "bolle" nelle bibite soffiando attraverso la cannuccia. come piangere con tanta foga da farsi venir meno il respiro. fare le capriole. arrampicarsi (quando non è possibile sugli alberi) sui mobili di casa.                                 quanto mi manca tutto questo..

forse dovrei finalmente decidermi a lasciarmi l'infanzia alle spalle e cercare di crescere un po'.. -_-




Irene


marilyn no more
dresdenbell, giovedì, 25 gennaio 2007 at 18:03, commenti (12) ?
weirdo, polemica sterile, maledetta da qualche dio.

ebbene , non sono più bionda. oggi ho finalmente preso la decisione di distaccarmi dal mondo delle barbie e tornare coi piedi per terra. ottimo. :)

e comunque vorrei esternare il mio profondo odio per le persone (direi un buon 99,9% donne) che quando si è in un ambito pubblico (che so, un bar, un cinema, o qualsiasi altra cosa), conoscendo te e un tipo di pressappoco la tua età, si sentono in dovere di accasarvi l'una con l'altro. per cui, quando vi trovate faccia a faccia tutti e tre, fanno le brillanti, del tipo: "non è proprio un bel ragazzo? sì, che è un bel ragazzo, questo giovanotto. non è vero, irene?", marcando bene il tuo nome, sia mai che tu non capissi che è riferita a te la domanda. al che vorresti disintegrarti, o liquefarti e fuggire attraverso il pavimento, o ancora diventare una statua di sale in quel preciso momento per via dell'imbarazzo che ti hanno appena causato perchè le alternative sono 2:
a) se va bene è un ragazzo carino, se non addirittura splendido e non hai il coraggio nemmeno di guardare il suo riflesso, figurati fare un apprezzamento esplicito della serie: "sì, è un bel ragazzo".. chissà cosa potrebbe andare a pensare.. -_- (ok, la mia timidezza è a livelli drammatici..)
b) se va male è una cosa inguardabile e non hai il cuore di rispondere un politico e disimpegnato "sì" perchè potrebbe pensare che lo si sta pigliando per il culo, o peggio ancora crederci. e riusciresti mai a dire la verità?
e allora. care vecchine. carissime donnette. fatevi gli affari vostri, lasciatemi in pace, che se voglio trovarmi un ragazzo lo faccio da sola, grazie. sì, lo so che sono secoli che la mia condizione è quella di single senza speranza, ma saprò bene io quello che voglio, no? ci penso da sola, vi ringrazio. e se poteste smetterla anche di cercare di mettermi in una situazione tale che vorrei essere su marte piuttosto che lì (che in casi del genere divento per l'appunto del colore del suddetto pianeta e mi par di ribollire), mi fareste un enorme piacere. grazie ancora.

già che ci siete.. un'aggiustatina anche a quella brutta abitudine di intervenire sempre alla cazzo nei discorsi peggiori.. sarebbe bello.



Irene


empty
dresdenbell, martedì, 23 gennaio 2007 at 13:53, commenti (12) ?
serietĂ .

oggi è successo qualcosa. qualcosa che non saprei come definire, se strano, grottesco o inquietante.
mi sono svegliata con la luna storta per una serie di motivi, non sto qui a specificare. ad ogni modo dovevo portare mia nonna dal dentista a montecchio, così mi sono alzata di buon'ora e siamo arrivati là puntuali. dato che sono tornata a casa relativamente presto, ho deciso di dormire un po' prima di andare a fare la spesa, visto che non ho chiuso occhio tutta notte. quando mi son svegliata erano le undici. tempo di prepararmi per uscire ed erano le undici e dieci circa.
ecco, quello che è successo è che mentre con la macchina svoltavo l'angolo per recarmi al supermercato, mi sono trovata davanti una scena a dir poco inspettata. a terra, sul bordo della strada stava il corpo di un uomo coperto interamente da un lenzuolo bianco, le scarpe come unico indizio del fatto che sotto quel telo ci fosse una persona. diversi individui in uniformi sgargianti giravano lì attorno. alcuni veicoli di passaggio si erano fermati e la gente era scesa dalle automobili per vedere cos'era successo. tutti avevano espressioni sconcertate, si portavano le mani al volto, parlavano tra di loro sottovoce, ma in toni allarmanti. ed io..     ho proseguito. non ho nemmeno scalato una marcia. sono andata a fare la spesa. quando sono ritornata a casa non c'era più nessuno all'incrocio. come se mi fossi sognata tutto, come se fossero stati solo fantasmi.
ora. è da quando ho voltato quel maledetto angolo, da quando non mi sono fermata e ho distolto lo sguardo che mi chiedo perchè. non il solito "perchè succedono queste cose", "perchè, cos'è successo". mi chiedo il perchè del mio comportamento. cos'è scattato dentro di me per rendermi così insensibile a questo genere di cose? la morte di papà mi ha reso così arida di sentimenti? magari non è quello. magari sono sempre stata così. se fosse successo qualche mese fa, cosa avrei fatto? avrei fermato la macchina e sarei scesa anch'io, non tanto per curiosità, ma tanto per una sorta di manifesto rispetto? o mi sarei sentita ipocrita? tento di pensare che il fatto per cui non ho tirato il freno, sia stato per non immischiarmi, per restare fuori da tutto quello, per non interferire, per non risultare poco educata, poco corretta nei confronti di ciò che era appena successo. poi mi chiedo se è davvero così. che non sia stata forse una qualche irrazionale paura a congelare l'istinto di interrompere la mia marcia? il ricordo ancora troppo vicino di un dolore? oppure è stato senso del rifiuto? per l'accaduto e per la gente che stava lì attorno. per non uniformarmi a tutti quegli sciacalli che cercavano il pettegolezzo. magari non lo fanno, ma così pare, no? forse no. forse sono io che non riesco più a vedere le cose con la giusta lucidità. forse c'è qualcosa che aleggia su questo paesucolo, un'ombra orrenda. ed io mi sento un mostro. mi sento una persona orrenda. ed anche terribilmente vuota.
questo posto fa schifo.



Irene


5,5,5,5 e poi 5...
dresdenbell, lunedì, 22 gennaio 2007 at 23:36, commenti (5) ?
weirdo, maledetta da qualche dio.

dunque, visto che preludi mi ha "passato la palla", mi accingo a scrivere qui di seguito 5 cose che non sapete (o meglio non dovreste sapere) di me. tenendo conto del fatto che spiattello sempre tutto a tutti, il compito mi risulta difficile. arduo. estremo. speriamo bene. -_-

1) a tre anni ho rischiato di rimetterci una mano perchè all'asilo mi ero legata un elastico per capelli talmente stretto intorno al polso che la mano era diventata viola. dopo quell'episodio mia mamma mi tagliò i capelli a maschietto e il problema non si ripresentò più.

2) mia madre tira sempre in ballo uno stupido raccontino che scrissi all'età di 6 o 7 anni, con protagonista il mio cane di peluche. ogni volta che ne parla mi vergogno a tal punto che vorrei sprofondare nel terreno e/o bruciare il manoscritto (che mia mamma costudisce ancora gelosamente) e/o (se questa cosa viene raccontata a estranei) riavvolgere il tempo e zittire mia madre prima che possa proferire parola. purtroppo mi ha già minacciata al riguardo e non posso distruggere le prove della mia vena creativa infantile, nè proibirle di raccontare questa cosa al mio futuro marito. spero a questo punto di non sposarmi mai.

3) ho suonato il pianoforte per undici anni, ma sono sempre stata una schiappa. davvero.

4) al liceo ero talmente alienata dal resto della classe che posso elencare i nomi di almeno 4 persone con le quali non ho mai parlato in 2 anni. ed erano in classe con me, le vedevo tutti i giorni e siamo pure andati in gita insieme. ma non ci siamo mai parlati.

5) non mi sono mai rotta alcun osso, ma in compenso ho un sacco di cicatrici che mi son procurata da bambina. alcune nemmeno ricordo come.

bene. dopo averci impiegato all'incirca 1 ora per scrivere questo post, passo l'arduo compito a EndlessThink, allo Spyro (ma solo se vuole.. ;P  ) e a tutti gli Yue (visto che siete in 5, potete scriverne uno a testa.. ;P  )! :D
cya!


Irene


rock on! #2
dresdenbell, venerdì, 19 gennaio 2007 at 20:45, commenti (10) ?
fumetti, weirdo, photosss, inutilmente bello.


e per continuare la rassegna di immagini demenziali.. ;)
keep on rockin' again! :D


Irene


sabbie del tempo
dresdenbell, venerdì, 19 gennaio 2007 at 20:40, commenti (4) ?
weirdo, maledetta da qualche dio, traumi infantili.

quando avevo all'incirca 8 anni, non andavamo spesso al mare. o almeno, non avevamo una meta fissa ogni anno per le nostre vacanze. così, quando capitava di trascorrere le vacanze estive al mare, mi divertivo a esplorare la vita marina in tutte le sue forme. :) in particolare adoravo granchi e "paguri" (non so quale sia il nome giusto.. :P scusate l'ignoranza), tanto che a volte addirittura raccoglievo 3 o 4 di questi esserini e, messi in un secchiello con un po' d'acqua e di sabbia, passavo il tempo a osservarli. quella particolare estate, avevamo fatto delle vacanze leggermente insolite, ovvero non eravamo partiti per mete esotiche, ma ci eravamo adeguati al nostro mar tirreno. il nome esatto del posto non lo ricordo. ma era triste. molto triste. comunque, il fatto che sembrasse ci fosse sciopero di bambini, e quindi compagni di gioco, mi portava ancor più a svagarmi come potevo, concentrando la mia attenzione su queste innocenti ed indifese creaturine. uno degli ultimi giorni di soggiorno in quel maledettissimo posto, decisi di ampliare le mie ricerche scientifiche sui granchi portandoli con me in albergo, dentro il famigerato secchiello rosa con sabbia e acqua. arrivata in camera misi il secchiello sul terrazzo, poi cena e una bella dormita. al mattino, ero già carica all'idea di osservare i progressi dei miei nuovi animali domestici, quando, con mia grande delusione e mio grandissimo raccapriccio, trovai il secchiello sul terrazzo vuoto. vuoto. la sabbia e l'acqua c'erano ancora, ma i miei tenerissimi granchietti no. avevo persino dato loro un nome. che tristezza.. non so per quanto tempo piansi, ma dev'essere stato parecchio. quando poi si aggiunse il fatto che mi dissero che probabilmente i miei animaletti acquatici erano stati divorati da qualche uccellaccio marino tipo gabbiano o cose del genere, il mio orrore crebbe a dismisura. almeno inizialmente pensavo avessero trovato una via di fuga e fossero tornati a casa sulle loro zampette snodate. e invece niente. la verità mi colpi così, sul muso.
ora mi chiedo. era necessario, era proprio necessario che scoprissi la verità così, maledetto vecchiaccio?! cioè, voglio dire, perchè non farmi credere che i rossi crostacei che avevo raccolto erano tornati al loro habitat naturale scappando dalla mano dell'uomo, per ritrovare la libertà, invece di rivelarmi che molto probabilmente avevano fatto da cena a qualche malaticcio pennuto marino? poi una volta cresciuta l'avrei scoperto da me come andavano realmente le cose, no? no, niente. "perchè i bambini devono sapere come stanno le cose, invece di vivere in un mondo di favole. come vuoi farli crescere i tuoi figli? rincoglioniti?". sì, voglio farli crescere rincoglioniti. :P



Irene



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